Quando si dice staccare con il resto del mondo e godersi una serata piacevole a iniziare dalla musica di sottofondo, caso raro se non unico nei ristoranti di qualunque categoria. E arrivederci nostalgia.

Il lungo corridoio dopo l’ingresso, intervallato da nicchie con cuscini e piccole panche, conduce alla sala: epicentro mondelliano (nel senso di Mondello, provincia di Palermo) di Patrizia De Benedetto, proprietaria del ristorante e chef stellata dal 2016.

Volumi rigorosi, colori classici (bianco, nero e parquet ciliegio), illuminazione discreta, tessuti eleganti, atmosfera vagamente orientale, senso di relax assoluto.

Ad accogliere è Claudio D’Alessandro, il maître che dopo un breve passaggio al ristorante I Pupi di Bagheria, ha ritrovato qui lo stile elegante e spigliato.

La cucina di chiaro imprinting mediterraneo si apre a qualche contaminazione moderna, i sapori sono sempre netti e decisi. Se il pescato del giorno lo consente va provata la mupa in crosta di jamon iberico, composta di kumquat e bieta croccante.

Cosa ci è piaciuto nel 2019: l’atmosfera magica, la discrezione, il pathos con i clienti, anche quelli rompiscatole.

Cosa vorremmo per il 2020: dolci più coerenti con il livello delle altre portate.

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